Seneca Lucio Anneo

Seneca ebbe un immediato successo, alimentato da Quintiliano e rafforzato, nella tarda antichità, dal prestigio altissimo acquistato presso i cristiani.

Dante nella Divina Commedia lo colloca nel Limbo, fra gli “spiriti magni”. Le tragedie ebbero maggior fortuna nel corso del sec. XIV; dopo aver influenzato il teatro rinascimentale italiano, esse furono assunte a modello del teatro elisabettiano e da W. Shakespeare.

Successivamente, il teatro classico francese, con J. Racine, P. Corneille e Voltaire, quello romantico tedesco e l’italiano, soprattutto con V. Alfieri, raccolsero la lezione di Seneca

de Tranquillitate Animi :dedicato a Sereno, svolge il tema della serenità e della coerenza del sapiente.

de Vita Beata :è dedicato a Paolino, prefetto dell’annona; tratta della vita, che è apparentemente breve per chi non sa utilizzarla con saggezza.

Epistulae ad Lucilium I:Le Epistole morali costituiscono la summa del pensiero filosofico di Seneca, concepito più come indagine su se stesso ed esortazione all’amico che come sistema organizzato. Esse non trattano mai di politica né di fatti politici e per questo non assumono l’importanza documentaria dell’epistolario di Cicerone. Il filosofo infatti tace quasi completamente sulla sua vita passata e sulle sue eccezionali esperienze: il ricordo è diventato riflessione ed essa coinvolge una problematica più ampia e complessa che va oltre le persone degli interlocutori. Ogni lettera è mediatrice di una saggezza inquieta, spesso autocritica, mai appagata da una risposta precostituita.

Medea:Narra la vicenda di Medea che, abbandonata da Giasone, in procinto di sposare Creusa, provoca la morte di quest’ultima e per vendetta uccide i figli avuti dall’eroe.
Proverbi

Apocolocyntosis


Seneca: sei opere scelteultima modifica: 2009-03-26T22:25:00+00:00da altramusa
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