Tommaso CampanellaNato a Stilo sulla jonica nel 1568, suo padre era “u scarparu” ovvero il ciabattino, Tommaso Campanella fu uno dei letterati più famosi del tempo. Domenicano, filosofo, fu accusato di congiura contro il governo spagnolo. Processato e condannato, rimase in carcere per 27 anni,  morì a Parigi il 21 Maggio 1639. Tommaso Campanella fu naturalista e studioso di Telesio e Giordano Bruno, dei quali ne divulgò le teorie. Per i suoi studi su Telesio e per il preciso atteggiamento contro la filosofia di Aristotele, insospettì i suoi superiori e subì ulteriori processi per eresia tra il 1599 e il 1626. Le varie vicende lo portarono a cambiare spesso residenza, Napoli, Roma, Firenze, Padova, nel 1598 rientra a Stilo ed infine si stabilisce a Parigi dove trovò tranquillità e libertà di pensiero con i favori del Cardinale Richelieu. Tra le sue opere: De sensu rerum, Metaphysica, La città del sole, ovvero la sua Stilo, Apologia pro Galileo, Theologia, De nomine, Poesie filosofiche ed altre ancora… Celebre il verso di un suo sonetto, “Io nacqui a debellar tre mali estremi: tirannide, sofismi, ipocrisia”.

Città del Sole (La)

Sorge nell’alta campagna un colle, sopra il quale sta la maggior parte della città; ma arrivano i suoi giri molto spazio fuor delle radici del monte, il quale è tanto, che la città fa due miglia di diametro e più, e viene ad essere sette miglia di circolo; ma, per la levatura, più abitazioni ha, che si fosse in piano. La città è distinta in sette gironi grandissimi, nominati dalli sette pianeti, e s’entra dall’uno all’altro per quattro strade e per quattro porte, alli quattro angoli del mondo spettanti; ma sta in modo che, se fosse espugnato il primo girone, bisogna più travaglio al secondo e poi più; talché sette fiate bisogna espugnarla per vincerla. Ma io son di parere, che neanche il primo si può, tanto è grosso e terrapieno, ed ha valguardi, torrioni, artelleria e fossati di fuora.

Lettere di Tommaso Campanella raccolte ed annotate da Michele Baldacchini

curatore dell’opera è Michele Baldacchini (1803-70), massimo studioso di Campanella, di cui lasciò una biografia (“Vita e Filosofia di Tommaso Campanella”, 1843). Allievo di Basilio Puoti assieme al fratello Francesco Saverio (sono citati entrambi nella “Giovinezza” di De Sanctis), si dedicò successivamente a studi storici (ad es. “Storia napoletana dell’anno 1647”) e letterari (tradusse, ad esempio, le tragedie di Eschilo). Scrisse anche un romanzo, “Il figlio del proscritto”.

 

 

Campanellaultima modifica: 2009-03-29T12:25:00+00:00da altramusa
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento

Post Navigation