Cosi scrive Leonardo

  • Non mi legga chi non è matematico nelli mia principi.
  • Fuggi quello studio del quale la risultante opera more coll’operante d’essa.
  • O speculatori dello continuo moto, quanti vani disegni in simile cerca avete creati! Accompagnatevi colli cercatori dell’oro.
  • Chi nega la ragion delle cose, pubblica la sua ignoranza.
  • Nessuna certezza è dove non si pò applicare una delle scienze matematiche, over che non sono unite con esse matematiche.
  • Ogni parte ha inclinazion di ricongiugnersi al suo tutto per fuggire dalla sua imperfezione. L’anima desidera stare col suo corpo, perché, sanza li strumenti organici di tal corpo, nulla può oprare né sentire.
  • L’omo e gli animali sono propio transito e condotto di cibo, sepoltura d’animali, albergo de’ morti, facendo a sé vita dell’altrui morte, guaina di corruzione.
  • Quando io crederò imparare a vivere, e io imparerò a morire.
  • Reprendi l’amico tuo in segreto e laldalo in paleso.
  • L’uomo ha grande discorso del quale la più parte è vano e falso, li animali l’hanno piccolo ma è utile e vero; e meglio è la piccola certezza che la gran bugia.
  • Due camminando di notte per dubbiosa via, quello dinanzi fece gran strepido col culo; e disse l’altro compagno: “Or veggo io ch’i son da te amato”. “Come?” disse l’altro. Quel rispose; “Tu mi porgi la correggia perch’io non caggia, né mi perda da te”.
  • Una lavava i panni e pel freddo aveva i piedi molto rossi, e, passandole appresso, uno prete domandò con ammirazione donde tale rossezza dirivassi; al quale la femmina subito rispuose che tale effetto accadeva, perché ella aveva sotto il foco. Allora il prete mise mano a quello membro, che lo fece essere più prete che monaca, e, a quella accostatosi, con dolce e sommessiva voce pregò quella che ‘n cortesia li dovessi un poco accendere quella candela.
  • Uno andando a Modana ebbe a pagare cinque soldi di gabella della sua persona. Alla qual cosa, cominciato a fare gran cramore e ammirazione, attrasse a sé molti circunstanti, i quali domandando donde veniva tanta maraviglia, ai quali Maso rispose: “O non mi debbo io maravigliare con ciò sia che tutto un omo non paghi altro che cinque soldi, e a Firenze io, solo a metter dentro el cazzo, ebbi a pagare dieci ducati d’oro, e qui metto el cazzo e coglioni e tutto il resto per sì piccol dazio? Dio salvi e mantenga tal città e chi la governa!”.

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Leonardo Da Vinciultima modifica: 2010-12-06T20:11:00+00:00da altramusa
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